Come fare cosa

Come superare il test di ammissione – La guida antipanico

Per quanto si cerchi su internet o si consultino i manuali, la risposta è chiara: non esiste una formula infallibile per superare un test di ammissione, specie se si tratta di un test universitario.

Nonostante questo, è possibile tentare di affrontare al meglio questo scoglio che vi porterà a mettervi in competizione con tanti ragazzi che, come voi, aspirano ad accedere ad un determinato corso di studi.

Per superare un test è necessario trasformarsi in uno psicologo: dovrete entrare nella mente di coloro che andranno a predisporre il test e cercare di intuire le loro scelte in termini di argomenti e quesiti da sostenere.

Il test scritto

Il punto di partenza per cercare di entrare nella giusta predisposizone mentale è proprio il corso di studi al quale si desidera accedere. Ogni corso predisporrà infatti le sue domande tenendo conto delle conoscenze che il futuro studente dovrebbe possedere per seguire il corso di studi.

Non si tratta sempre di domande tecniche, specifiche del settore. Nel caso del corso di laurea in Scienze del Turismo, ad esempio, l’interesse principale è di verificare quanto il candidato sia consapevole del mondo che lo circondi e quindi, di conseguenza, sia in grado di prevedere come nel futuro questi accadimenti incideranno nel settore turistico. 

Le domande di cultura generale sono generalmente in voga in molti test di ingresso; per prepararsi al meglio è quindi necessario leggere giornali cartacei o online e sulle tante tematiche ricorrenti domandarsi “conosco il vero significato di questa parola?”. Può sembrare una banalità, ma molto spesso sentiamo e utilizziamo termini e nozioni senza avere una chiara idea di che cosa significhino.

Un passo importante è, in ogni caso, partire dai vecchi test di accesso. Non si tratta semplicemente di provarli e capire quale punteggio saremmo stati in grado di raggiungere. Si intende piuttosto una vera e propria analisi tecnica del testo. Ad esempio, è possibile catalogare le domande nelle diverse tematiche richieste; se si hanno a disposizione test di più anni precedenti è possibile verificare se vi è una costanza nella tipologia di domande o se comunque alcune tematiche sono presenti in maggiore frequenza. È a partire da quelle che è opportuno iniziare a prepararsi.

Chi è appena uscito da una scuola superiore ed è fresco del diploma dovrebbe avere chiare le nozioni degli ultimi anni, specie dell’ultimo. È consigliabile comunque riprenderne in mano gli argomenti e fare un refresh. Partite dalle materie affini tra le diverse tipologie di scuole, ad esempio letteratura italiana, storia, geografia, storia dell’arte, inglese.

In merito alle domande di inglese potrebbero essere di diverse tipologie: generalmente comunque si tratta di quesiti di grammatica, sull’uso corretto dei tempi verbali, sulla scelta delle parole congrue al contesto di riferimento. Anche su questo, molto utili possono essere i vecchi test. Essi vi mostreranno quale è il livello di complessità richiesto all’interno del Quadro comune europeo di riferimento per la conoscenza delle lingue che prevede 6 principali livelli di inglese: A1, A2, B1, B2, C1 e C2. Solitamente il livello richiesto è quello B1. Quasi certamente non sarà un C1/C2.

Un altro argomento frequente nei test di ammissione all’università sono i quesiti di logica. L’obiettivo in questo caso è  verificare la capacità del candidato di risolvere problemi che richiedano il ragionamento logico-matematico e una conoscenza di base dell’algebra e della geometria. Nonostante queste domande prendano in esame quanto appreso nella formazione scolastica pregressa, solitamente si tenta di evitare di porre quesiti che dipendano dalla conoscenza di argomenti specifici, dando invece enfasi alla capacità di utilizzare le abilità acquisite per risolvere problemi nuovi.

Per affrontare correttamente domande di questo tipo, il primo step è dare una lettura approfondita al testo separando la forma dal contenuto, in modo da focalizzare la propria attenzione sulla struttura del problema. A questo punto è possibile applicare due tipologie di ragionamento:

  • il ragionamento “in avanti”, frequentemente utilizzato nelle domande aperte, che non prevedono opzioni già indicate;
  • il ragionamento “all’indietro”, dove si può operare per esclusione eliminando gradualmente le risposte fornite.

Esistono diverse tipologie di quiz di logica: numerica, proposizionale, verbale…

I quiz di logica numerica si possono presentare in vario modo. Una tra le domande più diffuse sono le “serie”, ossia una sequenza di dati numerici, grafici o letterari presentati incompleti e legati tra di loro da un nesso logico che il candidato dovrà trovare. Solitamente questi quesiti sono di tipo alfanumerico (costituiti da soli numeri o da sole lettere o da alternanza di numeri e lettere) o grafici (cioè caratterizzati da figure geometriche o da figure in generale).

Ad es. 400   200   100   ?   25

La logica proposizionale parte essenzialmente da argomenti o assiomi validi che dimostrano la veridicità di dimostrazioni matematiche. La complessità di questo tipo di quesiti sta nel fatto che le affermazioni di partenza tendono spesso a generare confusione. Fanno parte di questo tipo di domande la categoria dei sillogismi.

Ad es. Tutti i gatti sono quadrupedi / Qualche animale non è quadrupede

Date le due premesse, qual è la conclusione corretta del seguente sillogismo?

  1. Quindi qualche gatto è quadrupede
  2. Quindi qualche animale è quadrupede
  3. Quindi qualche animale non è un gatto
  4. Quindi tutti i gatti sono quadrupedi
  5. Quindi qualche animale è un gatto

Quando si parla di logica verbale si intende quella parte di logica e di esercizi associati che non prevedono calcoli matematici, ma ragionamenti logico-deduttivi su informazioni fornite in modo spesso simile ad un “rompicapo”. Fanno parte di questo genere di domande: la verifica delle abilità linguistiche, la comprensione del testo, i ragionamenti deduttivi e i “problemi” verbali. 

Ad es.  In quale coppia, tra quelle in elenco, le parole sono collegate da un rapporto di inclusione?

  1. Bicicletta, veicolo
  2. Urlo, silenzio
  3. Madre, figlia
  4. Allegria, tristezza
  5. Alto, basso

Una volta che ti sei allenato a sufficienza (o almeno così ti sembra) per affrontare il test scritto, devi tenere conto di due ultimi elementi fondamentali:

  • la gestione del tempo
  • la modalità di correzione del test

Per affrontare il test avrete un tempo definito a disposizione. Quando sarete lì rimanete consapevoli dello scorrere del tempo. Portatevi un orologio, in modo da verificare ogni tanto quanto manca alla consegna.

Ogni corso di studio può definire la propria modalità di correzione del test. Nel caso del corso di laurea in Scienze del Turismo, ad esempio, alla prova scritta viene assegnato: 

  • – 1 punto per ogni risposta esatta
  • – 0,25 punti per ogni risposta sbagliata
  • – 0 punti per ogni risposta non data.

Non siate quindi frettolosi nel rispondere e se non siete certi valutate bene se rischiare. Troppi errori vi potrebbero costare una riduzione sensibile del punteggio ottenuto.

La prova orale

A seconda del corso di studio, è possibile che il test di ingresso preveda anche una prova orale. Questa generalmente consiste in un colloquio individuale che può vertere sugli stessi contenuti della prova scritta e su aspetti motivazionali individuali.

In riferimento ai contenuti della prova, se si è potuto tenere il test, è opportuno riverificarlo e individuare gli errori commessi. In caso contrario cercate di ricordarveli o appuntate su un foglio le tematiche e andate a riverificarle prima del colloquio orale.

Sull’elemento motivazionale è giusto rimanere sé stessi, senza però farsi prendere dalla tensione o dal timore che una commissione esaminatrice può suscitare. Come per un colloquio di lavoro, anche qui vale il motto “Non c’è una seconda possibilità per fare una buona prima impressione”. 

È fondamentale tenere a mente i seguenti aspetti chiave per fare una buona impressione: 

  1. Cura di sé: è opportuno presentarsi in perfetto ordine, curando la propria igiene personale. Se è un periodo estivo, fate attenzione al dress code (evitate abbigliamenti troppo casual e succinti)
  2. Sorriso: mostrate un atteggiamento positivo
  3. Contatto visivo: stabilite un contatto visivo con la commissione
  4. Saluto finale e (eventuale) stretta di mano: a fine colloquio salutate correttamente e, se lo ritenete opportuno, stringete la mano alla commissione. Ricordate però che la stretta deve essere breve, energica e non umida.

Ci auguriamo che questi consigli possano esservi utili per affrontare efficacemente il vostro test e ricordate: 

Un vincitore è un sognatore che non si è mai arreso
Nelson Mandela

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Giornalista in cerca di storie belle da raccontare. Responsabile Comunicazione Fondazione Campus.